Carlo Orsi Nasce a Milano l'8 Marzo 1941.
Esordisce nel mondo della fotografia come assistente di Ugo Mulas. All'inizio degli anni '60 realizza reportages dall'Italia e dall'Estero per riviste come Panorama, Settimo Giorno, Il Mondo e Oggi.
Sul finire di quegli anni inizia il suo rapporto con la moda collaborando con le più qualificate testate italiane ed estere. Non si sottrae alle lusinghe della pubblicità: sue sono alcune campagne per La Perla, Omsa, Swatch, American System, Marlboro e Ducati e nel campo dell'arredamento: Alias, Baleri, Nemo e Cassina.
Pubblica diversi libri tra cui "Milano" nel 1965 con Dino Buzzati, "Exstasi" nel 1999 sulla caduta del muro di Berlino, "Faithful- People around the world" nel 2004 e alcuni libri su Arnaldo Pomodoro di cui cura l'immagine dal 1984.
La prima mostra personale è del 1984 e viene curata nell'allestimento da Mario Botta.
Dagli inizi degli anni '90 abbandona lentamente moda e pubblicità e ritorna alla fotografia-reportage, del resto mai abbandonata.
Nel 1997 fonda con gli amici di sempre Guido Vergani, Emilio Tadini, Gianfranco Pardi e Giorgio Terruzzi la rivista "Città" per raccontare Milano soprattutto attraverso le immagini, l'obiettivo dei grandi fotografi.
Nel 2004 inizia una collaborazione con Interplast, associazione composta da volontari: medici, anestesisti e infermieri.
Due libri documentano 5 missioni: Tibet, Cina, Uganda, Bangladesh e Bolivia.
Guido Vergani lo definisce come "uno dei rari fotografi che sappiano essere contemporaneamente grandi, onesti reporter e grandi creatori, inventori d'immagini. Dei grandi reporter, ha la capacità di partecipare emotivamente all'evento; ha la messa a fuoco di particolari che agli altri sfuggono; ha l'attenzione ai volti, ai gesti, all'esistenza,alle atmosfere che gli permette di essere cronista anche quando fotografa una città.
Dei grandi creatori di immagini per la moda e la pubblicità (il mestiere che spesso lo ha distolto dal reportage, ma che non lo ha mai imprigionato nello studio, nel set, non lo ha mai reso un frigido alchimista di luci e obiettivi) ha la fantasia, le idee visive, il gusto della trovata, dell'elemento scenografico che sublima il messaggio".
Hanno detto di lui:
"Un fotografo che viene da esperienze di fotogiornalismo,
e si vede;
che viene da pratiche di moda e fotografia, e pure questo è evidente.
Ma che è sempre e soprattutto affascinato dalla fotografia e dalla gente e che trova nella pratica fotografica l'opportunità per avvicinare due interessi per lui vitali.
Oggi con motivato orgoglio può proporci la somma di tutte le sue esperienze."
Giovanna Calvenzi,1984
"Se si dovesse cercare di definire in poche parole lo stile della fotografia di Carlo Orsi, si potrebbe indicare, prima di tutto, qualche coppia di opposti...
È come se le fotografie di Carlo Orsi fossero le illustrazioni di un racconto.
Anzi, no. Tutto al contrario. È come se queste fotografie venissero prima di un racconto destinato a seguirle, a illustrarle.
È questo lo spazio che le fotografie di Carlo Orsi sanno aprire ogni volta: lo spazio della narrazione"
Emilio Tadini, 1994
"Anche le fotografie di questo libro, come sempre le fotografie di Carlo Orsi, raccontano una storia: non si fermano al dato della cronaca dell'avvenimento, cercano, nella costruzione di una sequenza, di catturare le immagini significative di una sola giornata... Le luci e i corpi, le ombre di tutta quella gente, le loro grida e i loro canti, il movimento forsennato di quella folla che in poche ore ha cauterizzato mezzo secolo di storia.
Per una giornata di fotografie è molto e questo libro ne è la convincente testimonianza,"
Gianfranco Pardi, 1999 introduzione "Exstasi, Berlino 31 dicembre 1989"
"Nelle fotografie di Carlo Orsi abbiamo un'umanità forte e scelta, abbiamo ritratti a doppia lettura, persone capaci di manifestare una relazione immediata e necessaria con il paesaggio dentro il quale vivono.
Ecco, abbiamo fotografie da ascoltare, cariche di rumori metropolitani, di vento, di silenzio, cariche di voci: molte, moltissime e diverse."
Giorgio Terruzzi, 2004 introduzione "Faithful, people around the world"
"Basterebbero queste poche istantanee di Carlo Orsi per delineare il "carattere", il linguaggio del suo fotografare, della sua sapienza visiva, del chiudere in uno scatto il proprio stile senza lunghissime pose in attesa dell'attimo fuggente o dell'irripetibile emotività del momento"
Guido Vergani, 2004 introduzione " Luoghi, pesone, fotografie degli anni '60"